Turismo Halal

Il Turismo Halal è un’opportunità di ampliamento e differenziazione di mercato che le aziende italiane impegnate nel settore del business turistico non sempre sanno cogliere.

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Cos'è il Turismo Halal?

Il termine Halal significa consentito o permesso. È solitamente correlato alle norme alimentari della religione musulmana, ma il concetto si estende allo stile di vita in generale. Riguarda la purezza del proprio corpo e l’incolumità degli altri, per cui si devono apportare solo cibi con nutrienti essenziali senza alcol o sostanze inebrianti-tossiche che danneggiano la razionalità umana.

L’espressione ” Turismo Halal ” è stata coniata per definire il modo di viaggiare dei turisti musulmani. Ciò significa proporre un’offerta che si adegui alle necessità del sempre crescente turismo musulmano, nel rispetto quindi dei principi dell’islam.

In quest’ambito esistono diverse tipologie di nomenclature spesso utilizzate come sinonimi ma che in realtà rappresentano concetti differenti: 

  • Turismo Islamico: implica quei viaggi che i musulmani fanno a scopo religioso come il pellegrinaggio alla Mecca e nei luoghi sacri (hajj e umra). 
  • Turismo Halal: costituito da una rete di servizi pensati ad hoc per turisti musulmani. 
  • Turismo muslim friendly: indica quelle strutture e ambientazioni che tra i loro servizi hanno incluso delle attenzioni particolari per i turisti mussulmani, come ad esempio l’attenzione per il cibo proposto.

La linea distintiva tra turismo halal e muslim friendly è molto sottile, per questo è più comune che con “turismo halal” siano indicati in termini generici i servizi turistici ad hoc per i musulmani.

Perché proporre Turismo Halal?

Sono 889 le aziende italiane che hanno partecipato all’EXPO 2021-2022 a Dubai. Un numero significativo e allo stesso tempo importante per mirare al turismo Halal e promuovere l’immagine “italian muslim-friendly”.

Un evento di grande impatto con lo slogan “Unire le menti, Creare il futuro”, fondato sulla collaborazione e la cooperazione e che mira a raggiungere l’obiettivo 17 dell’Agenda 2030: rafforzare le modalità di attuazione e rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile. 

Diversificare il mercato del turismo può essere un grande investimento per le imprese italiane, aumentando e alzando il livello di competitività. Il timore di molti consiste nella difficoltà che tale sforzo richiede, nelle possibili critiche o polemiche che potrebbero sollevarsi. Sebbene queste siano remore comprensibili, non sono comparabili all’immenso beneficio che il turismo italiano può ottenere ampliando la propria visuale verso un mondo globalizzato, che esalta e include le differenze che ci arricchiscono.

Quali sono i benefici del Turismo Halal per le aziende?

Secondo lo studio 2015 Global Muslim Travel Index condotto da MasterCard e Crescent Rating, nel 2014 30 destinazioni hanno attratto l’80% degli arrivi turistici musulmani, quindi un’offerta mirata per cogliere al meglio le opportunità sarebbe molto redditizia.

Si stima che, nel 2018, il volume d’affari diretto del turismo Halal sia stato di 160 milioni di dollari statunitensi e nel 2026 avrebbe potuto raggiungere i 230 milioni se non fosse per il Covid-19.

A causa della profonda crisi portata dalla pandemia globale, molti paesi stanno cercando nuove formule e soluzioni per rialzare la propria economia.

Il turismo è uno strumento ideale per il risanamento dell’economia post-Covid grazie al fatto che appartiene a un’industria dinamica. 

Turismo Halal in numeri

Si è iniziato a parlare di turismo Halal nel 2010. Nel 2015, lo studio EUROMONITOR INTERNATIONAL ha rivelato che nel 2014 il totale degli arrivi di visitatori musulmani sono stati 108 milioni, il 10% dell’intera economia di viaggio.

Secondo il rapporto 2016 di Thomson Reuters- Dinar Standard, si stima che la popolazione musulmana ha speso un totale di 151 miliardi di dollari per viaggiare nel 2015 esclusi Hajj e Umrah; 11% della spesa mondiale

Si tratta di una crescita del 4,9% rispetto all’anno precedente ed è maggiore dell’aumento del 3% sul mercato mondiale. Si prevede che le spese di viaggio dei musulmani supereranno i 243 miliardi di dollari nei prossimi anni.

Importante sapere che secondo l’indagine condotta da Dinar Standard sui turisti musulmani: il 53% viaggia con la famiglia, il 23% con gli amici e il 19% con la moglie.

In che modo possiamo affiancare il processo di transizione verso un Turismo Halal?

A sostegno del turismo halal la Camera Italo-araba può: 

  • Fornire un’introduzione attenta dell’argomento con conseguente analisi personalizzata per poter attuare un’azione strategica ed efficace. 
  • Mettere a disposizione corsi e informazioni utili al personale, il quale dev’essere adeguatamente formato per rendere comunicazione e accoglienza più attente e mirate.
  • Fornire un sostegno pratico per chi desidera ottenere certificazioni Halal.

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Contattaci per chiedere maggiori informazioni sui nostri servizi alle aziende in materia di turismo halal.

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