Grandi potenzialità di espansione del settore petrolifero

Secondo Majid Jafar, amministratore delegato di Crescent Petroleum, l’Iraq possiede le potenzialità per produrre 10-12 milioni b/g di petrolio. Le riserve del paese potrebbero essere superiori a quelle dell’Arabia Saudita, visto che il sottosuolo è stato poco esplorato rispetto a quello di altri paesi. Inoltre il paese può sfruttare la sua posizione strategica per realizzare oleodotti che, attraverso la Turchia, arrivino in Europa.

Per raggiungere tali risultati il paese dovrebbe innovare la gestione del settore energetico, prendendo spunto dalla prassi del Governo Regionale del Kurdistan (KRG) che ha consentito l’ingresso degli operatori privati nel mercato energetico.

La nuova legislazione nazionale dovrebbe incentivare gli operatori ad investire nel settore e ad impiegare il personale e la tecnologia migliori. Ad esempio potrebbe essere introdotta una nuova legge sulla divisione degli introiti per consentire agli  stakeholders di pianificare i futuri investimenti.

Il KRG, nel rispetto della legge regionale sugli idrocarburi del 2007, ha firmato oltre 50 contratti di coproduzione con società internazionali del settore oil&gas. Secondo la costituzione irakena, il petrolio appartiene al popolo irakeno in ogni Regione e Governatorato, mentre la gestione e il controllo delle risorse estratte attengono alle Regioni e ai Governatorati. Ciononostante, nell’attuale esecutivo alcuni esponenti puntano alla centralizzazione del governo del paese. Il Kurdistan possiede riserve di idrocarburi per 45 miliardi di barili di petrolio e fra 3 e 6 trilioni di metri cubi di gas. Il governo regionale prevede l’incremento della capacità di esportazione di petrolio a 1 milione b/g entro la fine del 2015 e 2 milioni entro il 2019. Per quanto riguarda i prodotti raffinati, il KRG punta a raggiungere l’autosufficienza entro il 2015.