COMUNICATO STAMPA – Tunisia, Rettore Università di Cartagine a Roma ospite della Camera Italo Araba

La Tunisia oggi affronta un momento cruciale e decisivo della sua storia, un fase in cui la questione socio-economica è molto importante. Il processo democratico ha già percorso una parte importante del suo cammino, quasi tutte le Istituzioni della Seconda Repubblica sono impegnate a completare questo percorso. Il successo del processo democratico in Tunisia dipende molto dalla riuscita del processo di decentramento del potere e di sviluppo delle regioni sfavorite. Dipende dal miglioramento della ricchezza culturale di queste regioni e della loro popolazione, nonché dalle dinamiche del loro sviluppo”. E’ quanto ha affermato Lassaad el Asmi, Rettore dell’Università di Cartagine, intervenendo al seminario “La Tunisia cinque anni dopo la rivoluzione dei gelsomini: profili sociali, geopolitici ed economici di un paese in cerca di stabilità” organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Araba nella sede della Stampa Estera a Roma. All’incontro hanno partecipato anche il deputato Khalid Chaouki (Deputato e componente dell’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo), Raimondo Schiavone (Vice presidente e Consigliere Delegato della Camera di Commercio Italo Araba) Leila El Houssi (Docente di storia dei paesi islamici – Università degli Studi di Padova), Roberto Aliboni (Camera di commercio italo araba – Consigliere scientifico istituto affari internazionali) e Lilia Zaouali (Camera di commercio italo araba). Il dibattito è stato moderato dal giornalista Alessandro Aramu.

L’accademico tunisino ha svolto una lunga e articolata relazione sull’evoluzione del sistema sociale e culturale tunisino dopo la rivoluzione dei gelsomini del 2011, focalizzando la sua analisi sul ruolo dell’università e della cultura “come condizione essenziale, insieme alla ripresa economica, per far uscire i giovani dall’emarginazione, restituire loro speranza e far vincere l’ideologia della vita su quella della morte”. Chiaro il riferimento al radicalismo e al terrorismo: “La Tunisia – ha ricordato il Rettore – ha subito degli attentati ma allo stesso tempo ha rappresentato un terreno fertile per le organizzazioni che volevano reclutare giovani in giro per il mondo per fare il jihad in altri paesi. Sono infatti più di 3000 i ragazzi tunisini che in questi anni sono andati a combattere con lo Stato Islamico in Siria, Iraq e Libano. La marginalizzazione della cultura è una delle condizioni che hanno creato una generazione di giovani “perduti” che si sono fatti affascinare dal jihad”. 

Ripercorrendo le fasi che hanno portato il Paese a elezioni democratiche e a una nuova Costituzione, attraverso un Dialogo Nazionale che è valso ai soggetti promotori, il cosiddetto Quartetto, il premio Nobel per la pace, il Rettore ha ricordato come l’Università sia un tassello fondamentale per contribuire allo sviluppo del Paese e al miglioramento della situazione sociale, a patto che le riforme economiche vengano portate a compimento e producano risultato in grado di offrire un lavoro ai tanti giovani laureati che oggi non hanno alcuna prospettiva occupazionale. “L’Università – ha detto Lassaad el Asmi – è un’istituzione al servizio della comunità. Il suo ruolo nelle dinamiche economiche e sociali si vede anche nella partecipazione attiva nelle questioni politiche, in quanto capace di mediare tra i vari attori della politica. Un’Università autonoma è certamente un punto di riferimento importante per il confronto tra i vari protagonisti della scena politica nazionale”.

Il Rettore Lassaad el Asmi, in conclusione, ha affermato che “è probabile che la Tunisia esca più forte e più ricca da questo periodo difficile della sua storia. Le soluzioni esistono e noi ci dobbiamo prendere il carico di portarle avanti. Il percorso è lungo ma l’educazione e la cultura – ha concluso – sono i buoni semi che sconfiggeranno le tenebre, il terrorismo e la corruzione”.