COMUNICATO STAMPA – Internazionalizzazione delle imprese e mercati arabi. Presentato il volume

 

ROMA – “L’internazionalizzazione per un’impresa è un percorso complesso, che richiede un cambio di mentalità, una buona conoscenza dei mercati dove si intende approdare e una nuova organizzazione aziendale e dei sistemi produttivi. Questo volume, che nasce dall’esperienza della Camera di Commercio Italo Araba, offre una serie di suggerimenti a tutti coloro che vogliono affrontare una sfida che offre grandi opportunità e grandi rischi. Soprattutto quando si ha a che fare con un mondo complesso e variegato come quello arabo”. E’ quanto hanno sottolineato Raimondo Schiavone e il giornalista Alessandro Aramu, curatori del volume: “L’internazionalizzazione delle imprese. L’Italia e la sfida dei mercati esteri” (Arkadia Editore, 14 euro) che è stato presentato a Roma nella sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

“Nonostante la situazione geopolitica sia critica, i mercati arabi offrono grandi opportunità per le imprese italiane. Purtroppo – ha evidenziato Schiavone, vice presidente e Consigliere Delegato della Camera di Commercio Italo Araba – le tensioni nel Mediterraneo, nel Vicino e Medio Oriente hanno compromesso le relazioni commerciali con due partner importanti dell’Italia, come la Libia e la Siria. Ciò nonostante, i quasi 400 milioni di abitanti che vivono nei paesi arabi rappresentano un grande patrimonio sotto il profilo culturale e commerciale. I numeri ci indicano una situazione in grande evoluzione in alcuni paesi arabi, con prospettive di crescita notevolmente superiori a quelle che si possono registrare in Europa. Ecco perché – sottolinea ancora Schiavone – quei mercati rappresentano un interessante opportunità per le aziende italiane. Internazionalizzarsi, però, è un processo lungo che non ammette improvvisazioni. In questo volume forniamo una serie di consigli agli imprenditori italiani che vogliono accettare la sfida dei mercati esteri e in particolare quelli del mondo arabo”.

La prefazione del libro è stata affidata ad Aldo Berlinguer, professore ordinario di diritto comparato dell’Università di Cagliari, che ha sottolineato: “L’Europa, dopo la Brexit, risulta indebolita come istituzione e come progetto, anche dal punto di vista demografico. L’Africa cresce al ritmo di 60 milioni di persone l’anno, insieme al Medio Oriente è un luogo di straordinaria opportunità e di grandi ricchezze. Guardare a quei mondi è una via quasi obbligata ma per farlo bisogna cambiare mentalità, modalità di lavoro, aprire nuovi orizzonti sul piano culturale, produttivo e commerciale. Ce lo impone la circolazione dei capitali, merci e persone. Il paradosso è che il mercato globale diventi molto più integrato e competitivo di quello europeo. L’Italia deve giocare una sua parte, dimostrando di essere un sistema capace di aiutare le imprese, attraverso politiche e strumenti, anche di natura fiscale, ad affrontare una sfida suggestiva”.

Nel corso della presentazione è intervenuto anche Silverio Ianniello, docente dell’Università di Trieste e Gorizia, che ha parlato della contrattualistica commerciale e dei rischi che possono sorgere nella fase di organizzazione iniziale del processo di internazionalizzazione: “Rischi che hanno origine, perlopiù, dalla mancata attenzione nel predisporre documenti contrattuali tra le parti, ove siano ben espressi obblighi, diritti e doveri. I mercati arabi rappresentano una grande opportunità ma le aziende italiane devono affidarsi a soggetti esperti, come la Camera di Commercio Italo Araba che da oltre 40 anni ha relazioni con quelle realtà, perché il percorso è ricco di insidie”.

Cesare Orlandini del Beccuto, consigliere di amministrazione della Camera Italo Araba, si è soffermato invece sull’Arabia Saudita: “Malgrado la situazione geopolitica non sia tra le più favorevoli, il mercato saudita è senza ombra di dubbio uno dei più attrattivi al mondo per le imprese italiane. Il nuovo programma di sviluppo “Arabia Vision 2030” punta a trasformare la monarchia del Golfo in una potenza finanziaria regionale, riducendo drasticamente la dipendenza dal petrolio. Il made in Italy è capace di fare la differenza. L’ottima posizione geografica, gli incentivi per gli investimenti esteri e il business environment and costs sono elementi importanti per un’azienda italiana che intende avviare un percorso di internazionalizzazione verso l’Arabia Saudita”.

Simone Alvaro, responsabile dell’Ufficio Studi Giuridici della Camera ha affrontato il tema della finanza islamica, sottolineando le interazioni con la finanza convenzionale e il ruolo dei fondi sovrani: “La presenza in Italia di circa un milione e mezzo di musulmani, unita all’operatività in Italia di importanti fondi sovrani di Paesi musulmani, offre agli emittenti e agli intermediari italiani una rilevante opportunità per attirare (o mantenere) in Italia il risparmio di soggetti islamici. gli investimenti che le istituzioni islamiche possono fare in Italia, soprattutto nelle infrastrutture, nel made in Italy, nell’innovazione e nella ricerca, potrebbero risultare decisivi per la crescita e la competitività del nostro sistema economico ancora largamente manifatturiero”.

 “Il volume, scritto a più mani da autorevoli personalità del mondo accademico, dell’impresa, del commercio internazionale, dell’economia e della finanza, – sottolineato Alessandro Aramu, che ha moderato il dibattito – rappresenta una sorta di bussola per tutte le aziende che vogliono intraprendere un percorso complesso e ricco di insidie, raccoglie i contributi di autorevoli professionisti nei campi dell’economia, della finanzia, dell’impresa, del diritto, della comunicazione e del commercio internazionale. Il saggio vuole essere un punto di riferimento per gli imprenditori e gli uomini d’affari che operano con l’estero e per le realtà economiche, produttive, associative e istituzionali del nostro Paese”.