RASSEGNA STAMPA - Conclusa a Cagliari la terza Borsa Internazionale delle imprese italo arabe

20-03-2017

 

Cagliaripad

 

Trenta aziende italiane, 23 delle quali sarde, hanno partecipato a Cagliari alla terza edizione della Borsa internazionale delle imprese-italo arabe. Circa 70 gli incontri BtoB organizzati tra gli imprenditori del food, della biomedicina e dell’energia e gli importatori arabi provenienti da Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Giordania, Tunisia, Kuwait e Libano.

Fra le sette aziende italiane presenti a quest'edizione, una buona fetta è arrivata dalle Marche, grazie a una collaborazione fra la Camera Italo-Araba e la Confindustria locale.  La Camera ha selezionato i partecipanti e assegnato una "gold card" indispensabile per partecipare agli incontri con gli investitori esteri. Fra questi, particolarmente attiva è stata “La Prima classe FZE", società di trading degli Emirati Arabi Uniti, con sede a Dubai, specializzata nell’importazione e distribuzione di prodotti di nicchia, specialmente alimentari, nel mercato mediorientale e africano.

 Tra i propri clienti conta hotel a 5 stelle, ristoranti e compagnie aeree. Ha incontrato numerosi produttori di formaggi, pasta, conserve, panificati (pane carasau, guttiau e pistoccu), marmellate, vino e bottarga.

La rappresentante dell’azienda, Valeria Kuhar, ha sottolineato le grandi potenzialità di alcuni prodotti agroalimentari della Sardegna, vere e proprie eccellenze da promuovere nei mercati esteri, non sufficientemente valorizzati a causa della scarsissima propensione delle aziende sarde, spesso di piccolissime dimensioni, ai processi di internazionalizzazione verso i mercati stranieri. Una valutazione condivisa anche dagli esperti della Camera di Cooperazione Italo Araba che evidenziano come molte aziende, soprattutto sarde, si siano presentate agli incontri d’affari senza conoscere la lingua inglese e prive del supporto di un interprete, condizione fondamentale per poter avviare una trattativa commerciale con i buyer esteri. Ma ci sono anche buone notizie, come quella rappresentata da Herbsardinia (azienda che produce Cosmetici Certificati Biologici con materie prime biologiche e naturali della Sardegna) che nelle prossime settimane avrà un importante incontro negli Emirati Arabi Uniti.

Oltre all'agroalimentare, gli ambiti di collaborazione commerciale di quest'edizione hanno toccato la gestione dell'acqua e delle energie rinnovabili, con aziende giordane, marocchine ed egiziane, e anche il settore biomedicale: a Cagliari era presente, tra le altre, la società tunisina "Prodene Tunisie", filiale di un laboratorio francese di produzione chimica, sanitaria e ospedaliera, interessata a distribuire in Tunisia prodotti come spazzole chirurgiche, casse per il trasporto sicuro di medicinali e dispositivi medici e autoclavi. Significativa anche la presenza di un imprenditore libanese interessato a importare carne ovina.

La Camera italo-araba ha offerto alle aziende interessate a commerciare coi Paesi della sponda Sud del Mediterraneo e con quelli del Golfo Persico anche la possibilità di dotare i propri prodotti della certificazione "halal", particolarmente richiesta in quei mercati, che garantisce la conformità alle norme etiche e igienico-sanitarie, della legge e della dottrina dell'Islam. In Sardegna producono già salumi (di pecora e capra) e formaggi "halal" un'azienda del Sassarese, la "Genuina" di Ploaghe, e l'Unione dei pastori di Nurri. Nel corso della Borsa Internazionale altre aziende del food hanno manifestato l’interesse ad attivare la procedura per una certificazione che può facilitare la commercializzazione di molti prodotti – compresi i cosmetici - nei paesi arabi.

Infine, la partecipazione del ministro plenipotenziario per il commercio dell’ambasciata dell’Egitto in Italia, Galal Elsawy, che ha tenuto una vera e propria lezione agli imprenditori, con la presenza dei vertici di Confindustria e Confartigianato Sardegna, sulle interessanti opportunità di investimento da parte delle imprese nel paese africano. Notevoli le prospettive per le aziende isolane del settore dell’artigianato, chiamate dal diplomatico egiziano a investire in alcune aree del paese dove la struttura sociale, economica e produttiva può assicurare interessanti sbocchi commerciali per quel tipo di prodotti.

Non meno attrattive sono le opportunità nel settore dell’energia, dell’acqua e del turismo, in aree che oggi sono oggetto di imponenti investimenti statali e privati. Gli accordi bilaterali siglati dai governi di Roma e del Cairo rappresentano un’ulteriore garanzia per investire in un paese di quasi 100 milioni di abitanti e che sta riprendendo a crescere dopo anni di difficoltà. 

 

Fonte: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=47483

 

 

 

 


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