Quando si rialzeranno gli arabi?


 

Di Ibrahim El Syad. Al-Hayat. Traduzione e sintesi di Laura Cassata.

Negli anni Settanta, il mondo arabo era visto come la quinta potenza mondiale dopo gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica, l’Europa e il Giappone. Tale successo era dovuto anche all’immagine presentata dai media occidentali, secondo cui il mondo arabo operava con una linea e un’azione comune. Indipendentemente dal fatto che ciò fosse vero, l’influenza araba aveva il suo peso, sia nelle relazioni regionali che in quelle internazionali. Basti guardare a una serie di fattori oggettivi, come la vittoria degli arabi su Israele nel ’73 e il mutamento dei rapporti con gli Stati Uniti.

Tutto ciò restò vero fino all’intervento di alcune variabili che avrebbero avuto un impatto negativo sulla scena araba, come ad esempio il graduale calo dell’ostilità verso Israele e la firma di accordi di pace tra alcuni paesi arabi, come l’Egitto e la Giordania, con Tel Aviv. Inoltre, l’invasione irachena del Kuwait nel 1990 ha inflitto un duro colpo all’idea di un’azione araba congiunta e ha fatto vacillare il valore della solidarietà e dell’unità tra gli arabi.

L’invasione del Kuwait ha rappresentato un pericoloso precedente nelle relazioni tra i paesi arabi e ha contribuito indirettamente a creare uno stato di inerzia, che è coinciso con importanti cambiamenti internazionali, quali il crollo del blocco sovietico e la fine della guerra fredda. Di conseguenza, i paesi arabi non avevano altra scelta che quella di avvicinarsi agli Stati Uniti, poiché essi si muovevano all’interno di un sistema internazionale unipolare.

Sappiamo bene che qualsiasi potenza mondiale finisce col crearsi degli avversari, che fino a quel momento erano stati incarnati dal nemico comunista. Tuttavia, con lo sgretolamento del blocco sovietico, Washington ha dovuto cercare un nuovo nemico, rappresentato, stavolta, dalla corrente ostile agli interessi americani in Medio Oriente.

L’America ha approfittato della situazione, esacerbando la scena attraverso gli interventi militari in Afghanistan e Iraq. Inoltre, i fatti dell’11 settembre non sono stati altro che un pretesto per creare un nemico alternativo: prima Al-Qaeda e oggi Daesh (ISIS).

Non vi è dubbio che le rivoluzioni nei paesi arabi abbiano disegnato una nuova mappa della regione, aumentando la debolezza araba e portando a dei risultati che sono tutto l’opposto di quello che il popolo si aspettava. Ma come faranno gli arabi a rialzarsi?

La risposta a questa domanda continuerà ad essere subordinata all’esistenza di una reale volontà araba. È necessaria un’azione araba congiunta, poiché i soli a beneficiare di tale situazione sono i nemici del mondo arabo, primo fra tutti Israele.

Ibrahim El Syad è uno scrittore egiziano.

Fonte: http://arabpress.eu/si-rialzeranno-gli-arabi/74871/