Allo IAI una conferenza su "Crisi libica: sviluppi recenti e prospettive di soluzione"


ROMA - Nei giorni scorsi, presso l'Istituto Affari Internazionali (IAI), si è svolto il seminario  "Crisi libica: sviluppi recenti e prospettive di soluzione" nel corso del quale si è parlato delle prospettive per la sua risoluzione alla luce dei recenti combattimenti che hanno interessato soprattutto la zona della capitale, Tripoli. Esperti dello IAI hanno dialogato con i ricercatori del Centre for Humanitarian Dialogue (HD), prestigiosa organizzazione privata che si occupa di mediazione nei conflitti, e dicusso i risultati degli sforzi delle Nazioni Unite nel quadro del processo della Conferenza Nazionale che rappresenta uno dei quattro pilastri della roadmap dell'Inviato Speciale delle Nazioni Unite Ghassan Salamé. In particolare, si è posto l'accento sulle 73 assemblee pubbliche che si sono svolte in 43 città libiche e che hanno fornito l'occasione di discutere con tutti gli interlocutori interessati le priorità per il paese, la futura architettura istituzionale, il ruolo delle istituzioni militari e il processo elettore, processo sul quale incombe ancora una forte incertezza.

Le opinioni espresse dai relatori hanno restituito il quadro di un Paese fortemente provato e a un punto critico. Di fronte a questa situazione, gli sforzi della comunità internazionale e il ruolo di singoli attori statali che sostengono una o l'altra parte in conflitto non sembrano essere in grado di favorire la risoluzione della crisi. Serve infatti una nuova strategia coerente e sostenibile per la transizione e per la stabilizzazione del paese. Tale strategia potrà concretizzarsi soltanto con il contributo di Paesi quali Francia e Italia, che attualmente sono in competizione sul dossier libico.