Settore portuale mediterraneo in crescita

25-06-2014 - Analisi, Opinioni - paesi arabi

I porti del Northern Range Europeo tra cui Rotterdam, Anversa e Amburgo restano leader del commercio internazionale europeo con una quota del 62%, ma l'Italia resta prima nel segmento Short Sea Shipping nel mar Mediterraneo, con una quota di mercato delle merci trasportate del 37%. L'Italia svolge ancora un ruolo centrale con un volume di merci movimentate nei porti italiani di 477 milioni di tonnellate, terza in Europa dietro Olanda e Regno Unito. Il peso del Mezzogiorno è pari al 48% del totale italiano.

 Il 19% del traffico marittimo internazionale passa nel Mediterraneo ed è in costante crescita dal 2005, nonostante la crisi economica in Europa e l'instabilità politica nella sponda Sud del Mediterraneo, a conferma del fatto che il Mediterraneo è sempre più centrale nell'economia globale. Per l’Italia è un dato fondamentale visto che un terzo del commercio estero del nostro paese avviene via mare, per un totale di 230 miliardi di euro.

I porti del Nord Europa così come quelli della sponda Sud del Mediterraneo, hanno investito molto nel miglioramento infrastrutturale e oggi hanno guadagnato posizioni importanti, mentre l’Italia sembra non aver compreso che il Mezzogiorno ha una vocazione logistica naturale che potrebbe essere meglio sfruttata a beneficio di tutto il Paese. Circa il 63% in valore dell’import export di merci da parte delle regioni meridionali italiane avviene via mare. Forte anche il tessuto imprenditoriale legato al settore, visto che il 40% del totale del cluster marittimo italiano (pari a 7.000 imprese) è presente nel Mezzogiorno, che conta quindi oltre 2.700 imprese.

Ma sul futuro della nostra economia marittima pesano dati che fanno riflettere: solo il 6,3% dei volumi che transitano per Suez giunge infatti in Italia, a causa dei ritardi e delle incertezze sui tempi di transito delle merci. Ciò si traduce in una perdita sia in termini di redditività per l'imprenditoria locale sia in termini di benefici per lo Stato. Il traffico container a livello internazionale dimostra che il Northern Range continua a mantenere un ruolo forte nonostante perda quasi il 4% dal 2008 al 2013, a fronte di una significativa crescita dei porti mediterranei (dal 35% al 39%) grazie allo sviluppo degli scali dell'East Med e alla realizzazione di nuove strutture nei paesi nordafricani. 


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