Prevista una crescita economica del 6,8% del Qatar nel 2016

04-12-2015 - Economia, Finanza - Qatar

La crescita economica del paese, prevista del 6,8% nel 2016, sarà sostenuta da forti investimenti infrastrutturali, inclusi quelli per il miglioramento della rete ferroviaria e per la costruzione di bacini di riserva di idrocarbrui. Buona parte dei progetti in corso è relativa alla preparazione del Mondiale Fifa World Cup 2022 e il governo non intende ridurre i programmi di spesa come hanno fatto altri paesi della regione.

Di fatto, i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), grazie ai sostanziosi fondi sovrani di cui sono dotati e ai continui surplus commerciali registrati negli ultimi decenni, sono meglio posizionati finanziariamente rispetto alle altre regioni del mondo. Inoltre, è previsto che il Pil di tali paesi crescerà in modo sostenuto anche nel 2016 nonostante le incertezze economiche dovute ai bassi prezzi del petrolio, all’aumento dei tassi d’interesse degli Stati Uniti, al rallentamento dell’economia cinese e alla revoca delle sanzioni all’Iran. I paesi del CCG possiedono le risorse per fronteggiare in modo tempestivo e adeguato tali criticità, nell’ordine:

- per bilanciare il calo delle entrate dovuto ai prezzi più bassi degli idrocarburi potrebbero essere necessarie modifiche alla composizione della spesa pubblica che, se adottate in modo graduale, non comprometteranno la forte crescita economica di tali paesi;

 -la stretta monetaria degli Stati Uniti, che prevede un innalzamento graduale dei tassi d’interesse nei prossimi mesi, dovrebbe coinvolgere anche i paesi del CCG, le cui valute sono legate al dollaro USA; tuttavia, la consistenza dei fondi sovrani dell’area e i continui surplus commerciali degli ultimi anni potranno compensare l’eventuale destabilizzazione dei flussi di capitale;

- il rallentamento dell’economia cinese, più rapido di quanto previsto, potrebbe compromettere i flussi commerciali fra le due regioni asiatiche e in particolare l’export del Medio Oriente verso la Cina che già oggi equivale al 12% del totale. Ciononostante, la scelta di stringere relazioni commerciali con l’Estremo Oriente dovrebbe rivelarsi una buona strategia di crescita economica per i paesi del CCG;

- la graduale revoca delle sanzioni all’Iran renderà più competitive le esportazioni di idrocarburi di tale paese e determinerà quindi un adeguamento della spesa pubblica dei paesi del CCG. Tuttavia la revoca delle sanzioni non renderà l’industria iraniana competitiva nel breve periodo e molte imprese continueranno ad avere limitata capacità di lavoro nel paese perché alcune restrizioni rimarranno in vigore.

I paesi del CCG non sono immuni alle pressioni dell’economia globale registrate nel 2015 ma, nonostante le previsioni di crescita economica globale siano state riviste al ribasso, le strategie di diversificazione economica adottate da tali paesi consentiranno loro di superare il periodo di instabilità meglio di altre regioni del mondo.


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