Integrazione delle infrastrutture per l’energia nel Mediterraneo

26-06-2014 - Energia, Acqua - paesi arabi

La Commissione europea ha lanciato il progetto Mediterraneo Med-Tso, piattaforma di cooperazione fra 17 gestori di reti di trasporto di elettricità nel Mediterraneo, fra i quali l'italiana Terna, che punta all'adozione di criteri comuni e all'armonizzazione delle norme per l'accesso e l'uso delle reti. All'associazione partecipano anche Autorità Palestinese, Algeria, Egitto, Giordania, Libia, Marocco e Tunisia. Si tratta di concessionari di stato per la gestione delle reti elettriche nazionali, un settore che, a causa della non divisibilità della rete, non può entrare in un regime di libero mercato ma rimane monopolio statale.

Nonostante una differenza nella gestione delle risorse energetiche fra paesi del Mediterraneo, soggette alla libera concorrenza nei Paesi del nord ma ancora basati su una pianificazione centrale in quelli del sud, è possibile sviluppare e integrare le reti di trasporto dell'energia per consentire l’incontro tra domanda e offerta tra le due sponde del Mediterraneo.

Lo scenario complessivo attuale vede una riduzione dei consumi di elettricità al Nord e un aumento della domanda al Sud, dove è in atto una maggiore crescita economica. Per questo il progetto punta al rafforzamento e all'integrazione delle infrastrutture per l'energia nel Sud del Mediterraneo (asse sud-sud) e di queste con quelle del Nord, con la costruzione di 33 mila chilometri di linee ad alto voltaggio, e con una spesa complessiva di circa 20 miliardi di euro.


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